Kiev: “Comunismo crimine come il nazismo”. Polemiche sulla legge ucraina: “Oltraggiosa”

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Il direttore del centro Wiesenthal di Gerusalemme Efraim Zuroff attacca la Rada

Sostenitori del partito comunista celebrano la giornata internazionale del Lavoro a Donetsk, Ucraina (archivio – La Stampa) 

April 9, 2015

La Stampa 

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MAURIZIO MOLINARI

“Nazismo e comunismo sono entrambi crimini”: il Parlamento ucraino, la Rada, è il primo in Europa dell’Est ad approvare a larga maggioranza una legge che mette sullo stesso piano il nazionalsocialismo di Adolf Hitler con il comunismo dell’Urss, adottando di conseguenza una normativa che ne vieta i simboli di entrambi come anche la negazione del loro carattere “criminale”. Per chi infrange tali norme la pena prevista arriva fino a 5 anni di carcere.  

Ma è una decisione che solleva la forte condanna del Centro Wiesenthal, il cui direttore Efraim Zuroff da Gerusalemme parla di “iniziativa mistificatoria e oltraggiosa” perché “mette sullo stesso piano i carnefici e le vittime” con il fine di sminuire l’entità dei crimini contro l’umanità commessi dalla Germania di Hitler. Per Zuroff la tendenza a “assimilare nazismo e comunismo” nasce “dai nazionalisti baltici e continua con quelli ucraini”, dimenticando che l’Urss diede un grande contributo alla sconfitta del nazionalsocialismo. 

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